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Nel silenzio

02 Maggio 2007

"Quanto più mi duole,
ancor più della morte
un sogno che si interrompe
proprio quando avrei voluto che continuasse."

Mi Funo  Tada (Giappone 600-500A.C.)


  

Particolare di un monumento funerario.
Certosa di Bologna


    E' una passione che risale a parecchio tempo fa ma che non ho mai coltivato davvero, del resto come tutte le altre mie "passioni" che così tendo a definire ma che probabilmente non sono altro che occupazioni per riempire quell' "horror vacui" che da sempre mi ghermisce: vado per cimiteri, certose monumentali, piccoli camposanti di paese e fotografo le tombe.

Parecchi anni fa andai a Parigi dove visitai il magnifico Cimitero Monumentale di Père-Lachaise . Ricordo la tomba di Oscar Wilde presso cui mi feci una foto.

Poi prima dello scorso Natale sono finalmente riuscita a visitare Genova e ho scoperto Staglieno, il cimitero monumentale italiano più famoso, ricco di opere artistiche di scultura e di architettura che nulla hanno da invidiare al suddetto francese.

Poi ovviamente la Certosa di Bologna dove ricordo una visita fatta una decina di anni fa che però non fu certo esaustiva: anche la nostra città racchiude un'altra immensa e meravigliosa "città dei morti"...

Poi Ferrara, Parma, Pavia immersa nella nebbia (vista solo dall'esterno, purtroppo.)Padova,, cimiteri ebraici, acattolici....e presto Modena, Milano spero...

Particolare di un monumento funerario.
Certosa di Ferrara


Non tutti , anzi pochi amano aggirarsi nei camposanti tra le tombe , lo so.

Ma il silenzio che c'è lì è una sensazione imparagonabile.

A volte si sente il sottofondo lontano del traffico della città...ma è una distanza che ti fa percepire ancora meglio il godimento della "totale assenza delle parole".

Ricerca da sempre perseguita ma risultata assolutamente vana in qualsiasi alto momento e luogo.

Tutto qui.

E forse diventa appena un po' più leggero il pensiero della morte.

Non volevo dire altro.


Monumento funebre.
Certosa di Bologna


"In questo mondo assolato non voglio morire,
vorrei vivere eternamente in questo bosco fiorito,
dove la gente va per poi tornare,
dove battono i cuori e i fiori raccolgono la rugiada. [...]"

(tratto da una poesia indiana del 1886)




Mi presento con barba e baffi.

22 Gennaio 2007 (1 Commento...)

Mi presento con barba e baffi.


Salve. Buongiorno.

Non faccio presentazioni, almeno non quelle canoniche.

Sono piuttosto interdetta: che faccio? Scrivo, non scrivo...io che quando tenevo il normale diario, quello che tutte tengono a 15 anni, mi accorgevo regolarmente che veniva letto. Io che se scrivevo una lettera, prima o poi finiva nelle mani di tutti tranne che del destinatario...oppure nelle mani giuste ma solo quando avevo deciso che, no, non l'avrebbe mai dovuta leggere!!! Allora mi ingegnavo ingenuamente (ma non poi così tanto considerato che i miei "nemici" erano ignoranti nel senso che ignoravano!) e scrivevo sostituendo le lettere del nostro alfabeto con quelle dell'alfabeto greco, tiè! Poi i più svegli e ovviamente più pericolosi imparavano a decifrare gli alfa e gli omega buttati a casaccio, con l'unico intento di rendere esteticamente meno brutta la pagina! Ero di nuovo fregata!

Quello che voglio dire è che odio scrivere le mie cose perché poi gli altri le leggono....

Ora il pensiero (in grande, grandissimo!) è questo: se scrivo su un blog magari vorrei che tal o talaltra persona non mi scovasse mai e che quell'altra ancora non pensasse che ho scritto delle scemenze... per non dire che c'è quella che dovrebbe capirmi tra le righe...

Allora niente presentazioni incriminanti.

"A impedirmi di scendere nell'arena è che vi scorgo troppi talenti che ammiro ma non stimo, tanto mi sembrano ingenui. Perché provocarli, perché misurarmi con loro sullo stesso terreno? La mia lassitudine mi dà una tale superiorità che non mi sembra possibile mi riacchiappino." Così diceva Emil Cioran.

Ma io sono di natura frivola....

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